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27 Marzo 2008

Walter Veltroni ha rifiutato l'invito della trasmissione "Porta a Porta" perchè chiede un faccia a faccia con il Cavaliere e non una semplice intervista. Per rispettare la par condicio, la trasmissione è stata costretta ad annullare la puntata alla quale doveva partecipare Berlusconi.

Silvio ha commentato così il gesto di Veltroni: "La par condicio non c'entra niente, c'entra un inaccettabile atto violento da parte di Veltroni che ha detto non voglio andare a rispondere ai giornalisti". Ha, inoltre, aggiunto, senza alcun senso del pudore che la Rai è "in mano ai comunisti".

Esaminiamo l'accaduto. Veltroni decide di non andare a "Porta a Porta", perchè, come accade in tutte le democrazie serie, richiede di avere un faccia a faccia con il suo diretto sfidante. Berlsconi, trovandosi in vantaggio nei sondaggi, preferisce non avere incontri diretti con Veltroni, non a caso teme di dire troppe stronzate.
Ricordo che nel 2001, Berlusconi non concesse il faccia a faccia Rutelli (anche allora era avanti nei sondaggi), mentre nel 2006, dovendo recuperare terreno, fu lui stesso a chiedere il faccia a faccia a Prodi, il che avvenne in due occasione.

Per quanto riguarda la solita storia della Rai in "mano ai comunisti" vi consiglio di leggere il post del 25 Marzo.

Se avete la forza e il coraggio guardate questo video (io sto ancora male).

Le sezioni "Video" e "Vignette" sono state aggiornate.

Berlusconi e la Rai


25 Marzo 2008
E' di qualche giorno fa la notizia che l' Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni ha richiamato Rai e Mediaset affinchè rispettino la par condicio, offrendo un maggior equilibrio in tv tra le diverse forze politiche.
Ecco i dati pubblicati dall'Autority (la settimana esaminata va dal 10 al 17 Marzo, l'unità di misura è "il tempo di parola").
  • Sui tg della Rai, il Popolo delle Libertà ha avuto il 37,24% (per un totale di 2 ore e 53 minuti), contro il 29,75 (2 ore e 18 minuti) del Partito Democratico.
  • Sui tg mediaset il Pdl ha fatto registrare il 45,99% (2 ore e 42 minuti di spazio), contro il 23,80% (1 ora e 24) per il Pd.
  • Su La7 e Mtv all Pdl il 48,23% (1 ora e 34 minuti), mentre al Pd il 28,48% (poco meno di 56 minuti).
  • ll "vantaggio" del Pdl si conferma anche per quello che riguarda speciali e approfondimenti: il 22,99% sulla Rai per un totale di 2 ore e 40 minuti, contro il 18,84% (2 ore e 11 minuti) per il Pd; su La7 il 39,08% (pari a 2 ore e 24 minuti) per il Pdl e 21,88% (pari a 1 ora e 21 minuti) per il Pd.

Il tg più scoretto è risultato essere, a sorpresa, il tg4 di Emilio Fede che ha riservato il 53,65% degli interventi in voce al pdl, il 15,66% al Pd, il 7,93% alla Sinistra-Arcobaleno e il 6.86% all'Udc. In un paese serio un tg come quello di Fede non dovrebbe esistere, in un paese serio Fede non dovrebbe esistere (Dio a volte fa degli brutti scherzi).

Ad ogni campagna elettorale l'Autority diffonde un comunicato simile, ricordo che anche nelle passate elezioni politiche ci furono percentuali simili. E' inutile dire che questa situazione, a dir poco anomala per una democrazia che si definisce sviluppata, è frutto dell'enorme conflitto di interessi che investe un certo Silvio Berlusconi, che, come l'intercettazione con Sacca insegna, e viste le percentuali, condiziona, evidentemente, anche la RAI.

Da questi dati è chiaro che i partiti, che sono considerati "minori", in proporzione alla fetta di voti che si dividono hanno uno spazio in tv davvero esiguo. I telegiornali non fanno altro che parlare di Berlusconi, Veltroni e Sarkozy (anche se non centra nulla con le elezioni). Ogni tanto, per esempio, vorrei sentire anche cosa pensa Bertinotti.

Io credo fermamente che l'Autority o meglio l'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni sia davvero inutile, denaro pubblico sprecato. In tutti questi anni Mediaset ha fatto quello che voleva; ricordo che nelle scorse elezioni, sui programmi dell'emittente, comparve in sovraimpressione l'invito di recarsi a votare perchè era un diritto civico (secondo i sondaggi la CdL poteva sperare di vincere solo se ci fosse stata un'alta affluenza alle urne).

L'Autority ha più volte multato Mediaset, multe ridicole per un'azienda che ha un fatturato miliardario. Io consiglio all'Autoriy di provare ad oscurare per un paio di giorni una rete Mediset (potrebbe risvegliare per qualche giorno menti plagiate e intorpidite da Maria De Filippi) così vediamo se rispettano le regole.

Visitate la sezione "Vignette" che è aggiornata costantemente.

Autority, Repubblica.it


20 Marzo 2008

Ricordate Lamberto Dini? Si proprio lui. Colui che insieme a Mastella & Co. ha contribuito alla caduta dell'ormai traballante governo Prodi. Ora è nel PDL, ha detto di trovarsi casa.
Ringrazio Ilvano, che oltre ad aver disegnato delle nuove vignette, impreziosisce il sito con l'articolo seguente:

La Sindrome di Stoccolma del senatore Dini.

Apprendo dai giornali che il Senatore Dini, presente alla convention dei candidati di destra alle elezioni politiche, presso l’Auditorium Eur di Roma, giorni addietro, ha dichiarato, raggiante, di essere finalmente a casa. Intendendo come tale la sua collocazione nel PDL. Una vera e propria “sindrome di Stoccolma”, che si verifica allorché un sequestrato, contro ogni logica, nutre indulgenza e sentimenti amorosi per il suo sequestratore.

Dico questo, perché Dini si professa liberale, ma l’equazione Ciarrapico-Mussolini uguale liberaldemocratici, non ritorna. E basta compiere un excursus su quattordici anni di vita politica italiana, per ritrovare subito un Presidente del consiglio, Dini, succeduto ad un brevissimo governo Berlusconi, di cui il Senatore era stato anche ministro, vituperato ed indigesto proprio alla destra. Fino all’ignominia della Commissione parlamentare Telekom Serbia, durante il secondo governo Berlusconi, presieduta dall’Onorevole Trantino (AN), la quale si basava sulle presunte rivelazioni di poco raccomandabili individui intorno alla presunta corruzione di uomini di centro-sinistra, tra cui Dini ed il cui nome in codice sarebbe stato “Ranocchio”. Tutto falso come accertato dalla Magistratura.

Il ritornare tra gente simile se non è “Sindrome di Stoccolma”, dà un segnale grave di malcostume nella politica italiana.

Sta di fatto che Dini, unitamente a Mastella, ha fatto cadere un governo serio, alla vigilia di importanti decisioni per il Paese ed in assoluto dispregio delle indicazioni degli elettori, spingendo decisamente per elezioni anticipate e facendo naufragare il tentativo del Presidente Marini. Avviando subito o forse già da prima un mercanteggiamento con Berlusconi, in merito al numero di diniani da candidare nel PDL. 

In politica, una “dinata” o una “mastellata” avranno, per decenni, il senso di un’azione politica non edificante e non molto onorevole.

 Ilvano


14 Marzo 2008

Ho aggiunto nella relativa sezione il video di Berlusconi a "Punto di vista".
La sezione vignette è stata aggiornata con la nuova vignetta di Ilvano "Agenzia matrimoniale" (indovinate a cosa di riferisce).


L'articolo che segue è stato scritto da Ilvano, vi consiglio di leggerlo, lo trovo molto interessante:

Dopo aver Berlusconi candidato Ciarrapico, discusso imprenditore dalla fedina penale non immacolata e pubblico reo confesso di fascismo, salvo smentita di prammatica, egli propone a capo della lista del Senato per il Sud America, l’argentino Esteban Juan Caselli, detto Cacho, personaggio legato alla sanguinaria dittatura militare ed accusato da ministri del suo stesso paese di oscuri traffici e pericolose frequentazioni.

E’ giusto che uno schieramento politico, che compete per la guida del Paese, debba battersi strenuamente, per conquistare tale primato, tramite l’acquisizione del maggior numero di consensi. Ma ciò deve avvenire sempre percorrendo la via maestra della democrazia. La qual cosa, come spesso vuole accreditare il cavaliere, non è un optional, né qualcosa di anacronistico.

Ben si sa come egli sia preda delle sue ossessioni fobiche sui comunisti, ma sarebbe comunque il caso di ricordargli che l’unico regime dittatoriale, che ha avuto l’Italia, è stato quello fascista. Da cui il capo della destra pesca a piene mani, la Mussolini e Ciarrapico qui da noi e all’estero nel pattume di un’odiosa dittatura militare, il succitato Esteban Juan Caselli.

Il mondo cambia vertiginosamente e drammatiche emergenze si presentano ai governanti. Ma Berlusconi, come “il giapponese rimasto nella giungla” appare in maniera manifesta, legato al passato, purtroppo a quello più inquietante e disastroso. Tra fascismi e la P2 ed i suoi legami argentini. Nonché, ahi noi, prototipo di una politica da marketing, di plastiche facciali, di trapianti vari, all’insegna del nulla eterno e dell’enorme conflitto di interessi, ai quali si aggiungono vergognosamente quelli di Ciarrapico, quindi, non uno qualsiasi.

In poche ore Berlusconi è riuscito ad infliggere due gravi ferite alla collettività nazionale, sia con l’immissione in circolo del fascismo nostrano, sia con il consenso postumo alla crudele dittatura argentina, che ha causato migliaia e migliaia di vittime, moltissime di origine italiana. Dopo soprusi di ogni genere e torture, fino alla sottrazione dei figli di questi oppositori, tutti uccisi senza che essi avessero alcuna colpa, se non quella di amare profondamente la libertà dell’Argentina.

Sarebbe a questo punto auspicabile un confronto tra Berlusconi e le mamme della Plaza de Mayo. E non gli resterebbe che spiegare loro che il potere è potere e va perseguito con ogni mezzo e ad ogni costo. Anche quello di beffeggiare e rendere vano tutto ciò che ha condotto alla democrazia. Perché il senso di alcune candidature è questo, senza il rischio di incorrere in equivoci.

La proposizione al Senato della Repubblica di un personaggio come Esteban Caselli non dovrebbe passare sotto silenzio, piuttosto scuotere le coscienze: dei cittadini, dei politici italiani di buona volontà, della Chiesa cattolica, del Partito Popolare europeo, di cui il capo della destra si pregia di appartenere, di tutte le comunità di origine italiana dell’America latina, di tutti i governi europei, nonché della stampa libera e indipendente.

Che l’indignazione generale possa assumere peso corposo e farsi civile e ferma protesta. Se non prevarranno indifferenza ed assuefazione verso le ragioni della democrazia ed il solito opportunismo politico.

Ilvano



13 Marzo 2008

Il Cavaliere sembra essere in un periodo di grazia. Ieri, nel corso del programma "Punto di Vista", ha sparato una delle sue stronzate.
La vittima è stata una studentessa, che come riportato da Repubblica.it, gli chiedeva come fosse possibile per le coppie giovani mettere su famiglia senza la sicurezza di un posto, e un reddito, fisso.
A questa domanda, del tutto lecita ad un figuro che aspira alla presidenza del consiglio, il Cavaliere ha risposto: "Io, da padre le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere; e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere". Ha poi elencato le proposte contenute nel programma del Pdl per aiutare i giovani, dalle agevolazioni sui mutui al piano-casa e cazzate varie.

Luciano Neri, del Coordinamento Nazionale del PD per gli italiani nel mondo, ha annunciato che "Il Popolo della libertà ha riservato agli elettori del Sudamerica una incredibile sorpresa: la lista per il Senato è guidata da Esteban Juan Caselli, detto Cacho, un personaggio perfettamente sconosciuto negli ambienti della comunità italiana, anche d'Argentina, ma legato all’ex dittatura militare e accusato di legami con gruppi mafiosi e trafficanti di armi dall'ex ministro dell'economia Domingo Cavallo".
Lo stesso Cacho Caselli, intervistato da un quotidiano argentino, ha sostenuto di aver ricevuto l'offerta della candidatura al Senato "da Silvio Berlusconi in persona".
Il popolo della libertà si fa sempre più grande, mancano solo Pinochet, Stalin e Mussolini.

Berlusconi e i precari, Repubblica.it
La new entry Cacho, NNTP


12 Marzo 2008

Ciarrapico sarà candidato nel Pdl, Berlusconi ha messo fine al caso con un semplice "Ciarrapico ci serve". Al Cavaliere fanno comodi i piccoli quotidiani dell'imprenditore, che sono radicati soprattutto nel sud del Lazio. In fin dei conti Ciarrapico non è male, a detta di Silvio "è uno simpatico come Aldo Fabrizi".

La candidatura non è stata accettata benevolmente da Fini (che qualche tempo fa aveva le stesse idee di Ciarrapico, come cambia il mondo). Non a caso Ciarrapico sembra aver detto, riferendosi all'ostruzionismo di Fini, "Ma cosa vuole, ormai lo trattano come uno sguattero! E poi, in pubblico mi dà del fascista, in privato mi invita a pranzo. Anzi, a volerla dire tutta, anche Gianni Alemanno e Altero Matteoli mi hanno invitato a pranzo", frase già smentita dallo stesso Ciarrapico, ormai è diventato il mago della smentita.

La vicenda sembra chiusa, infatti quest'oggi Fini ha dichiarato "è una vicenda di cui si è parlato fin troppo. E' chiusa, soprattutto dopo la smentita di Ciarrapico a quanto gli attribuisce il quotidiano la Repubblica". Ma si, chi se ne fotte che è un fascista. Vincere, vincere, vincere!.

Aggiornata la sezione "Vignette" con due nuove vignette di Ilvano.

Giuseppe Ciarrapico, Wikipedia
Fini e Ciarrapico, Repubblica.it
Ciarrapico: l'aldo Fabrizi in camicia nera, Repubblica.it

 

10 Marzo 2008

Sabato, Silvio Berlusconi al Palalido di Milano ha ufficialmente aperto la campagna elettorale del Pdl. Il Cavaliere è apparso in gran forma, riferendosi al programma del PD ha detto "Il loro programma è solo carta straccia", dopodichè ha letteralmente strappato il programma del partito di Veltroni.
Era da tempo che Silvio non si esibiva in una delle sue plateali buffonate.

Il Cavaliere ha candidato al Senato Giuseppe Ciarrapico, il quale in un intervista a Repubblica ha prima dichiarato "Il fascismo mi ha dato sofferenze e gioie. Mai rinnegato, mai confuso, mai intorpidita la mente da pensieri sconclusionati e antistorici" poi in serata ha ripiegato dicendo "Lasciamo il giudizio agli storici, io non ho mai nascosto le mie simpatie giovanili. Il mio pensiero è stato travisato".
La candidatura di Ciarrapico ha suscitato forti critiche ne Pdl, soprattutto da parte di Bossi e Fini. Si avete capito bene proprio Fini, ora è un liberale. E Bossi perchè si scandalizza tanto?
Questo è il Popolo della Libertà.

Ho aggiornato la sezione video con il filmato di Berlusconi che strappa il programma del PD.
Vi invito a guardare le nuove vignette di Ilvano sulla candidatura di Ciarrapico e sul programma del Pdl.

Candidatura di Ciarrapico, Repubblica.it
Berlusconi strappa il programma del PD, Repubblica.it

 

4 Marzo 2008

Da oggi il sito si arricchisce della sezione "Vignette" dove troverete le fantastiche vignette di Ilvano che ringrazio per la gentile collaborazione.


2 Marzo 2008

Siamo ormai in piena campagna elettorale. I due partiti maggiori, PDL e PD, hanno presentato i rispettivi programmi elettorali. Due capolavori.
Il nostro amato Silvio Berlusconi si prepara ad un nuovo contratto con gli italiani. Questa volta riuscirà a rispettare almeno un punto?

Devo ammettere che circa una settimana fa c'è stata una vera svolta nel PDL.
In una lettere ai coordinatori regionali del partito, Sandro Bondi ha reso noto che "eventuali procedimenti penali che riguardano nostri parlamentari o eventuali candidati, esclusi naturalmente quelli che, come sappiamo, hanno un origine di carattere politico - scrive Bondi - costituiscono un motivo sufficiente di esclusione dalle liste, soprattutto per un partito come il nostro che ha sempre potuto vantare un'assoluta onestà da parte di tutti i suoi rappresentanti".

Tutto ciò si commenta da solo, che significa "procedimento che ha un origine di carattere politico"? Seguendo questo ragionamento anche un mafioso ha a carico procedimenti di questo genere. Questi signori non smettono mai di essere ridicoli.
Per quanto riguarda l'assoluta onestà di tutti i rappresentanti di Forza Italia non sono molto d'accordo, faccio solo un nome: Cesare Previti.


Ho ricevuto un'altra "email sbadata", di donna residente in Germania la pubblico omettendo, ovviamente, il nome dell'autrice:

Onorevole, Dott. Berlusconi,
 
La prego, mi comunichi gl´indirizzi del capo alle votazioni della mia Circoscrizione di nascita (Siena, Italia) e /o il Notaio autorizzato alla corretta attuazione delle votazioni. Questa volta desidero spedire il mio plico del voto da Berlino, per via sicura e diretta all´indirizzo delle Autorita´idonee in Italia.
 
Motivo: Da come ho intrapreso dai massmedia internazionali, nelle scorse votazioni politiche e amministrative in Italia, sono stati trovati certificati elettorali correttamente compilati, in urne gettate in depositi di spazzatura. Per questa causa molti certificati elettorali di cittadini italiani con diritto di voto e residenti all´estero non sono pervenuti o sono arrivati tardi in Italia.
 
Dalla mia diretta esperienza all´Ambasciata Italiana di Berlino, allora ancora Consolato, posso solo aggiungere che, in occasione delle scorse votazioni politiche e amministrative ho avuto scorrette informazioni sul modo di procedere e sulle scadenze. Solo con grandi sforzi e costanza da parte mia ho potuto avere il plico di voto. Compilato e riconsegnato all´Ambasciata, questa non mi ha garantito che i suddetti documenti sarebbero arrivati in tempo per lo scrutionio.
Una tale procedura NON la voglio ripetere.
 
La ringrazio cordialmente. Grazie per il Suo amichevole aiuto per una corretta procedura di queste elezioni e per la segnalazione di un fidato indirizzo.  
Io ho fiducia in Lei. Anche questa volta daro´a Lei il mio voto.

No inquisiti nelle liste, Repubblica.it

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